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Taxe succesiune 2026

Quanto costa la successione nel 2026

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Come si calcola il costo della successione

Il costo di una procedura successoria è composto da quattro elementi:

  • L’onorario notarile: stabilito per scaglioni di valore dall’Ordine del Ministro della Giustizia 177/C/2024 (2,7% fino a 20.000 lei, poi scaglioni decrescenti), più IVA del 21% (Legge 141/2025). Per un asse ereditario di 400.000 lei, l’onorario è di circa 4.904 lei.
  • L’imposta dell’1%: dovuta solo se la procedura si conclude oltre 2 anni dal decesso (Codice tributario, art. 111) e calcolata esclusivamente sul valore degli immobili. Nell’esempio precedente, l’imposta sarebbe di4.000 lei.
  • La tassa ANCPI di iscrizione nel registro fondiario: 0,15% del valore dell’immobile per le persone fisiche, con un minimo di 60 lei, per l’iscrizione del diritto ereditato nel registro fondiario.
  • L’estratto del registro fondiario: 40 lei per immobile, necessario per la pratica di successione.

Nel nostro esempio, il totale indicativo è di 5.544 lei se la successione si conclude entro 2 anni, oppure 9.544 lei se si supera il termine (con l’imposta dell’1%).

Documenti necessari per la successione

Prima del primo appuntamento dal notaio è utile preparare i documenti di base. Due di questi suscitano il maggior numero di domande:

La domanda e la segnalazione (Allegato 24)

Dal 2026 la procedura può iniziare con una domanda su modulo standard (Ordine MDLPA 407/2026) presentata dagli eredi al comune dell’ultimo domicilio del defunto. Sulla sua base, il segretario generale redige la segnalazione per l’apertura della procedura successoria (Allegato 24) e la trasmette alla Camera Notarilor Publici, che assegna il notaio. Puoi anche rivolgerti direttamente a un notaio (Legge 36/1995).

Il certificato fiscale

Rilasciato dall’ufficio tributi del comune, attesta che gli immobili ereditati non hanno debiti verso il bilancio locale. Il notaio lo richiede per ogni immobile dell’asse ereditario.

A questi si aggiungono il certificato di morte, i documenti d’identità degli eredi e i titoli di proprietà degli immobili (contratto, titolo, estratto del registro fondiario).

Passaggi della procedura successoria

Dal 2026 la procedura può iniziare per via amministrativa, presso il comune, non direttamente dal notaio. Esistono però due vie e sei tu a sceglierne una:

  1. 1. La domanda al comune: presenti la domanda su modulo standard per l’apertura della procedura successoria (Ordine MDLPA 407/2026) al comune dell’ultimo domicilio del defunto. Sulla sua base, il segretario generale redige la segnalazione (Allegato 24) e la trasmette alla Camera Notarilor Publici, che assegna il notaio. In alternativa, puoi rivolgerti direttamente a un notaio della circoscrizione dell’ultimo domicilio (Legge 36/1995).
  2. 2. Il fascicolo dei documenti: raccogli il certificato di morte, i documenti d’identità, i titoli di proprietà, il certificato fiscale e la segnalazione (Allegato 24) del comune nel cui territorio si trova l’immobile.
  3. 3. L’appuntamento dal notaio: presenti il fascicolo al notaio assegnato o scelto e fissi la data della procedura.
  4. 4. La procedura successoria: il notaio stabilisce gli eredi, le quote e l’asse ereditario, quindi rilascia il certificato di erede.
  5. 5. L’iscrizione nel registro fondiario: iscrivi il diritto ereditato nel registro fondiario presso ANCPI.

Fonti: Ordine MDLPA 407/2026 (moduli standard, M.Of. 304/16.04.2026), art. 243 del Codice amministrativo (OUG 57/2019), Legge 36/1995 sui notai pubblici, Ordine del Ministro della Giustizia 177/C/2024 (onorari) e Codice tributario, art. 111 (imposta dell’1%).

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Domande frequenti

Quanto costa una procedura successoria presso il notaio nel 2026?

Il costo principale è l’onorario notarile, stabilito per scaglioni di valore dall’Ordine del Ministro della Giustizia 177/C/2024, con IVA del 21%. A questo si aggiungono la tassa ANCPI di iscrizione dell’eredità nel registro fondiario (0,15%, minimo 60 lei), l’estratto del registro fondiario (40 lei per immobile) e, se la procedura supera 2 anni dal decesso, l’imposta dell’1% sugli immobili. Per un appartamento di circa 400.000 lei, il totale indicativo parte da circa 5.544 lei.

Cos’è la regola dei 2 anni e dell’imposta dell’1%?

Secondo il Codice tributario (art. 111), se la successione si conclude entro 2 anni dalla data del decesso, non si paga l’imposta. Se il termine viene superato, è dovuta un’imposta dell’1% calcolata solo sul valore del patrimonio immobiliare ereditario. Per questo è importante avviare la procedura successoria quanto prima.

Quali documenti servono per la successione?

Tra i documenti abituali rientrano il certificato di morte, i documenti d’identità degli eredi, i titoli di proprietà degli immobili, il certificato fiscale del comune e la segnalazione per l’apertura della procedura successoria (Allegato 24). Dal 2026 si aggiunge la domanda su modulo standard per l’apertura della procedura (Ordine MDLPA 407/2026), presentata al comune dell’ultimo domicilio del defunto. L’elenco esatto dipende dalla composizione dell’eredità.

Nel 2026 la successione inizia al comune o direttamente dal notaio?

Dal 2026 la procedura può iniziare per via amministrativa: presenti una domanda su modulo standard (Ordine MDLPA 407/2026) al comune dell’ultimo domicilio del defunto e il segretario generale trasmette la segnalazione (Allegato 24) alla Camera Notarilor Publici, che assegna un notaio. La via si applica quando il defunto aveva beni e/o debiti verso il bilancio locale. La via tradizionale rimane valida: qualsiasi erede o persona interessata può rivolgersi direttamente a un notaio della circoscrizione dell’ultimo domicilio (Legge 36/1995). Scegli tu la via; entrambe si concludono presso il notaio.

Le spese di successione variano da un distretto all’altro?

L’onorario, l’imposta dell’1% e le tasse ANCPI si calcolano allo stesso modo in tutto il paese, secondo le stesse regole. A variare è il valore dell’immobile, che parte dalla tabella dei valori notarili di ciascun distretto. Per questo il totale stimato per un appartamento tipico varia da un distretto all’altro.

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